lunedì 1 febbraio 2010

Flamina nos Borea - Il soffio di Borea

Flamina nos Boreae niveo canentia vultu
perterrent subitis motibus atque minis:
tellus ipsa tremit nimio perculsa pavore,
murmurat et pelagus duraque saxa gemunt,
aereos tractus Aquilo nunc vastat iniquus
vocibus horrisonis murmuribusque tonans,
lactea nubifero densantur vellera caelo,
velatur nivea marcida terra stola,
labuntur subito silvoso vertice crines
nunc stat harundineo robur et omne modo,
Titan, clarifico qui resplendebat amictu,
ab scondit radios nunc faciemque suam.
Nos tumidus Boreas vastat -miserabile visu-
doctos grammaticos presbiterosque pios,
namque volans Aquilo non ulli parcit honori
crudeli rostro nos laniando suo.
Fessis ergo favens, Hartgari floride praesul,
sophos Scottigenas suspice corde pio:
scandere sic valeas caelestia templa beatus,
aetheream Solimam perpetuamque Sion.

Praesulis eximii clementia mensque serena
flamina devicit rite superba domans.
Suscepit blandus fessosque loquacibus austris
eripuit ternos dapsilitate sophos,
et nos vestivit, triplici ditavit honore
et fecit proprias pastor amoenus oves.

Il soffio canuto di Borea con il suo volto di neve
sparge terrore con rapidi moti e minacce:
la terra stessa trema da troppa angoscia percossa,
muggisce il mare, gemono le dure rocce.
Ora il malvagio Aquilone invede gli spazi del cielo
tuonando con una voce dagli orribili suoni e ruggiti,
si addensano nel cielo nuvoloso riccioli lattiginosi,
l'arida terra è ricoperta da una coltre di neve,
scivolano giù improvvise dalle cime della foresta le fronde,
e anche la quercia sembra una canna,
Titano che splendeva con il suo mantello luminoso,
ci nega i raggi del suo volto:
Borea rigonfio colpisce noi -miserabile spettacolo-
noi dotti grammatici e preti devoti;
invero il tempestoso vento del Nord non risparmia dignità
alcuna dilaniandoci con il suo becco crudele.
Tu Hartgar, vescovo illustre, tu che non disdegni i deboli,
accogli benigno i saggi Scoti:
così beato salirai ai templi del Signore,
alla Gerusalemme celeste e alla imperitura Sion.

La clemenza e la serena mente del grande vescovo
hanno sconfitto i superbi venti e li hanno addomesticati.
Dolce e generoso ha accolto noi tre saggi,
strappandoci ai venti ciarlieri che ci avevano stancato,
ci ha vestiti, ci ha onorati tre volte,
ha agito come un buon pastore con le suo pecore.

SEDULIO SCOTO

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